venerdì, dicembre 29, 2006

BENTORNATA MADONNINA

C’eravamo già abituati alla misteriosa scomparsa della Madonnina del ponte ferroviario in via Massarenti quando ad un tratto, dopo una lunga assenza di diversi anni, eccola riapparire completamente restaurata. Chi di noi Bolognesi non si ricorda il clamore sollevato alla fine degli anni Novanta da questa statuetta? Noi tutti, attratti dalla miracolosa lacrimazione di sangue, creammo un pauroso ingorgo stradale in via Massarenti a causa della nostra curiosità. Beh in questi giorni, dopo anni di assenza, la statuetta è tornata al suo posto; e dire che qualcuno aveva malignato dicendo che era scappata perché presa di mira dagl’irrispettosi writters. ;-) Writters o non, miracolo della lacrimazione o scherzo goliardico, noi del quartiere siamo contenti sia tornata la famosa Madonna e, assieme a Lei, anche un ponte tutto nuovo e momentaneamente intoso da scritte: speriamo che gli scrittaroli risparmino almeno questa sacra statuetta …mah?

Foto sopra: ecco come si presentava il ponte nel 2005.

Voci raccolte dal Popolo, scritte e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)

mercoledì, dicembre 13, 2006

SALA BORSA ADDIO!

Gli esercizi privati all’interno della Sala Borsa stanno per chiudere i battenti ed è iniziata la grande svendita dei libri e la grande preoccupazione dei 44 dipendenti che saranno messi in mobilità dal 6 Gennaio. Dai media non si comprende bene la motivazione del mancato rinnovo delle autorizzazioni da parte del Comune: sembra che il proprietario degli esercizi, Stefano Bellentani, sia stato inadempiente nei riguardi contrattuali, e di qui, la decisione di sfratto da parte dell’Amministrazione Comunale. Beh, certo, erano anni che il centrosinistra bolognese attendeva anche un piccolo appiglio per poter denigrare l’operato in Sala Borsa della ex Amministrazione di centrodestra e così, si sono finalmente sfogati. La saggia decisione dell’ex Giunta Guazzaloca, di affittare ai commercianti privati gli spazi inutilizzati, per fare cassa e sopperire così alle spese della struttura pubblica Sala Borsa, è stata definita dai demo-comunisti bolognesi una scelta motivata solo da interessi personali priva di ogni utilità. Il Popolo bolognese, stanco dei continui e inutili veleni rossi denigratori, non può che prendere le difese dell’ex Giunta Guazzaloca. Con la decisione di affittare ha cercato di abbattere i costi di gestione e se, attualmente, qualcosa non ha funzionato è colpa dell’imprenditore o di questa Giunta e non delle lungimiranti ottime scelte amministrative di Guazzaloca. Certo, ad una sinistra abituata ad amministrare a suon di tasse può sembrare strano il fare cassa attraverso gli esercizi privati, ma quello che conta è non mettere sempre le mani in tasca ai cittadini: Guazzaloca non ha aumentato l’Ici e l’Irpef come invece pensa di fare Cofferati dal 2007. Dal momento che il nome del nostro Blog è eloquente, vogliamo sputare ulteriore veleno popolare e così, proviamo a pronosticare la possibile evoluzione della vicenda: ecco che intravediamo i 44 dipendenti salvati da uno slancio di buonismo della sinistra affittando a una possibile CAMST la ristorazione e la libreria ad un’altra possibile Feltrinelli o Coop Libri, d'altronde si sa…
i comunisti sono dalla parte dei lavoratori, non del profitto.

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Redazione del Veleno del Popolo (X)

sabato, dicembre 09, 2006

UNA NUOVA MODA STA INVADENDO LA CITTA’

E’ da qualche mese che passeggiando per Piazza Maggiore ci s’imbatte in strani figuri umani che sembrano entrati in simbiosi con il loro Pc portatile, tanto da utilizzarlo anche quando sono in strada. Per i più dei Bolognesi, non ancora contaminati da questo nuovo virus cibernetico, risulta strano comprendere questo nuovo fenomeno: c’è chi sorride, chi scuote le spalle e chi perplesso e incuriosito si domanda cosa facciano questi cyber city. Beh, è vero… Bologna trova sempre, e rapidamente, il modo di stupire i propri abitanti adottando o creando nuovi fenomeni sociali e così, dal road standing davanti ai locali, così intenso da bloccare inesorabilmente la circolazione stradale, siamo passati al cyber road standing, persone che singolarmente o in gruppo consultano freneticamente il loro portatile seduti per terra, sui gradini o le panchine cittadine. Ma questi nuovi personaggi sono veramente affetti da uno qualche strano nuovo virus, oppure vi è una ragione ben precisa al loro utilizzo informatico stradale? Riproponendoci presto di intervistare uno di questi nuovi figuri, noi della redazione azzardiamo solo un’ipotesi: che si sia diffuso anche a Bologna il navigare a scrocco in internet utilizzando le nuove reti wireless? In altri paesi è già da tempo che gli haker, e non, sfruttano le connessioni internet via etere per navigare gratis, tanto che vengono indicati con grafiti murali le zone di maggior campo e lì, ecco apparire i famosi cyber city armati di portatile. Non avendo ancora una reale risposta da offrire ai nostri lettori, continueremo a studiare il fenomeno e chissa… tra un po’ di tempo avremo svelato l’arcano e trasferiremo anche noi la nostra redazione nel cortile del Palazzo Comunale (vedi foto iniziale.)

Ed ecco che dando la solita sbirciatina al nuovo settimanale d'informazione su Bologna "La Stefani" abbiamo trovato la risposta...
http://www.lastefani.it/settimanale/article.php?directory=061214&block=2&id=1 linkatevi qui per approfondire l'argomento.

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Redazione del Veleno del Popolo (X)

mercoledì, dicembre 06, 2006

A BOLOGNA LA DEMOCRAZIA NON E' DI CASA

Sabato 2 Dicembre, mentre a Roma due milioni di Italiani invadevano la Capitale per esternare la loro disapprovazione a una vampiresca finanziaria prodiana, a Bologna, un regolare e democratico partito politico, Forza Nuova, ha cercato, in piccolo, di manifestare il medesimo dissenso scendendo in piazza e qui, ha subito la solita dittatura impositiva e censoria dei collettivi di sinistra bolognesi: sono subito volati insulti minacce e vetusti sessantennali slogan antifascisti fuori proposito. Tra le due fazioni politiche si sono intrapposte poi le Forze dell’Ordine le quali, nel cercare di difendere lo svolgimento DEMOCRATICO di una regolare e autorizzata manifestazione, nella colluttazione fisica con i “bravi ragazzi” dei collettivi di sinistra, hanno riportato un poliziotto ferito al viso. Il Popolo bolognese non ne può più di questa minoranza comunista che si riempie la bocca di slogan contro la dittatura fascista e poi si comporta in modo Stalinnazista schiacciando in modo violento e antidemocratico ogni pensiero che non sia il loro. Sono sessantenni che in Italia c’è la Democrazia: è mai possibile che questa minoranza rossa non abbia ancora capito le regole civili di convivenza politica che contraddistinguono le democrazie? Certo, certo, Forza Nuova si sa che è di estrema destra e che si rifà goliardicamente al Nazismo, ma, se gli è stata concessa la regolare associazione partitica da parte dello Stato, ha tutti i diritti di esprimersi pubblicamente. In democrazia è il Popolo tutto che giudica i partiti attraverso le votazioni e non una sparuta minoranza attraverso azioni violente, intimidatorie o ostruzioniste tipiche delle dittature. Con quest’ultimo assalto dei compagni estremisti bolognesi è già la seconda volta, quest’anno, che viene impedito a dei regolari partiti politici di manifestare: ricordiamo che a Fiamma Tricolore è stata scandalosamente negata la piazza in piena campagna elettorale per evitare proprio i possibili assalti da parte dei collettivi rossi. Quando questi antidemocratici personaggi gridano, o attaccano striscioni con scritto: “fuori i Fascisti da Bologna” cosa devono intendere i Bolognesi? Beh, ci sa che il Popolo intenda buttare fuori chi si comporta in modo dittatoriale, cioè proprio quelli che gridano slogan antifascisti, dato il loro comportamento antisociale e sovversivo nei riguardi delle regole democratiche dello Stato sovrano. Viene poi spontanea una considerazione alla loro richiesta di cacciare i Fascisti: dove li andiamo a trovare, oggi, a distanza di 67 anni dalla fine del Partito Fascista? E’ storicamente risaputo che il vero periodo Fascita terminò nel 1939 quando Mussolini, per scongiurare il peggio per la Nazione, si alleò con Hitler: da quel periodo in poi si può solo parlare di Nazismo perché il comando dell’Italia fu gradualmente tolto al Duce dal suo alleato e il pensiero Fascista, dal 1943, fu completamente sostituito da quello Nazista. Si, è vero che nel Dopo Guerra, instaurata la Democrazia nel nostro Paese, alcuni partiti hanno cercato di rifondare il PNF ma nessuno c’è mai riuscito, quindi, si può affermare che oggi, in Italia, i Fascisti Mussoliniani non esistono più da 67 lunghissimi anni.
In merito a questo accanirsi ancora odiernamente contro i Fascisti, noi del Veleno del Popolo abbiamo deciso di intervistare 30 persone che hanno vissuto il Ventennio e che attualmente si dichiarano Comuniste e siamo rimasti esterrefatti dalle loro risposte: un 70% dichiara che ci vorrebbe un Mussolini anche oggi e che prima di commettere i gravi errori strategico-militari, alleandosi con i Nazisti, e mandando a morire gli Italiani in guerre inutili, era da loro osannato per le sue opere sociali. Un 20% esterna un dissenso motivato solo da casi personali, ma in generale non si lamenta del Ventennio e un 10% è antifascista perché ha subito perdite umane dirette a seguito di rappresaglie o perché era contrario a Mussolini anche allora. Una volta rotto il ghiaccio, queste persone, oggi anziane, oltre a rispondere alle nostre domande, ci hanno raccontato fatti da farci rabbrividire sul Dopo Guerra e abbiamo notato in loro come un liberarsi da un pluri-decennale peso sulla coscienza, un peso dovuto al non poter rivelare le verità storiche per paura di possibili rappresaglie.
A questo punto ci chiediamo contro chi e cosa gridano i loro slogan questi collettivi comunisti, dal momento che chi ha vissuto realmente il Fascismo, e oggi vota Comunista, non lo disprezza in tutto il suo operato; forse gridano per cacciare dei fantasmi ed è per questo che ci siamo chiesti se a Bologna sono rimaste almeno delle tracce visibili in grado di evocare tali eteree presenze e così, armati di macchina fotografica, ci siamo sguinzagliati per la città e la provincia ed ecco cosa abbiamo scovato.
ECCO IL PRIMO FANTASMA:

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Nella foto 1, tratta da: "Bologna in camicia nera libro allegato al Resto del Carlino," vediamo come si presentava il Sacrario ai Caduti per il Fascismo all’interno della Certosa monumentale di Bologna, mentre nella foto 2 notiamo come ogni traccia Fascista sia stata a oggi meticolosamente cancellata (foto 2 inviata da un ns. collaboratore M.M.)

SECONDO FANTASMA:

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1) Palazzo GIL via Indipendenza 2) Via indipendenza stesso punto ma non c'é più.
TERZO FANTASMA:


Nella foto: sfilata di giovani balilla in via Irnerio

e navigate sulla time line dagli anni 1920 agli anni 1945

ALTRI ESEMPI DI FANTASMI:

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1) Maternità via Zanolini 2) Palazzo giallo del Ventennio Via Zanolini 3) Traumatologico INAIL Via Boldrini voluto da Mussolini per curare i lavoratori che s'infortunavano (testimonianza raccolta durante un'intervista) 4) Camera confederale del lavoro, non abbiamo documenti in merito ma lo stile sembra quello Fascista 5) Arco in Piazza dei martiri, nel cerchietto di destra s'intravvede un fascio che é stato cancellato male, sempre su altri palazzi della medesima piazza si notano scritte cancellate arrecanti la dicitura: ANNO .... 6) Ingresso ex Mercato Ortofrutticolo 7) Palazzo attuale sede del Museo Medievale in via Manzoni ex Casa del Fascio di Bologna (testimonianza raccolta durante un'intervista) 8) Targa affissa a Porta Galliera in cui compare il nome di Benito Mussolini 9) Targa affissa all'interno della Sala Borsa (lettura quotidiani) dove si nota palesemente in basso a dx la parola Fascista anche se cancellata 10) Arco Ospedale Sant Orsola scritta risalente al 1933 e anche qui il cerchio a sx é stato cancellato 11) e 12) Stadio Comunale innaugurato dal Duce 13) Ex sede INA Via Gramsci, si legge ancora EF XV 14) e 15) Questura di Bologna, Aquile e rilievi dell'epoca Fascista 16) Ponte di Via Libia 17) Vecchio locomotore del 1922. 18) Assonometria Villaggio della Rivoluzione Fascista (resti in via Irma Bandiera.) 19) Ex palazzo del gas via Marconi. La lista dei fantasmi del Fascimo potrebbe ancora proseguire ma, per ora, ci fermiamo qui, ricordando che vi sono vecchi quartieri popolari come la Cirenaica costruiti all'Epoca, scuole, chiese, dopo lavori ferrovari, sedi universitarie ospedali e svariati palazzi di edilizia pubblica sparsi in tutta la città ancora visibili, ma di Fascisti... per ora solo i loro fantasmi che si aggirano attorno alle costruzioni.
FANTASMI DI PROVINCIA:

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1) Palazzo sulla strada che porta a Budrio dalla San Vitale. A dx e a sx in alto ci sono due scritte: sx (Disciplina, concordia lavoro per la potenza della Patria) e dx (i Popoli che abbandonano la terra sono condannati alla decadenza) due frasi ancora oggi altamente attuali e vere 2 Motto Fascista sullo stadio di Budrio 3) Motto su caseggiato di Medicina: vivere significa avanzare. (foto di M.M) Grazie a queste scritte sui muri abbiamo appreso che i primi writters monelli furono i Fascisti;-). 4) Medicina Parco Rimembranza cippo alzabandiera e Casa dei Bambini Ludovico Calza (attualmente il cippo non esiste più.) (foto inviata Dario C. Medicina.)
Dopo ore e ore passate a setacciare la città alla ricerca di Fascisti kattivi da scacciare, pensavamo di averne trovato uno ma alla fine ci siamo accorti di essere solo incappati in una locandina pubblicitaria cinematografica (vedi sotto) e di Fascisti Mussoliniani neanche l'ombra: che i pochi rimasti si siano trasferiti veramente su Marte? Scherzi a parte, ci auguriamo che si possa giungere presto, a Bologna, ad una reale e rispettosa Democrazia dove ogni partito regolarmente legittimato dalla Stato possa liberamente esprimersi.


Voci raccolte dal Popolo, scritte e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)