mercoledì, novembre 29, 2006

SAN PETRONIO E IL TEMPO SOLARE

Un nostro lettore (Marco G.) ci ha scritto per accusarci, in modo scherzoso, di essere dei pessimisti cronici perché ci occupiamo solo di fatti negativi inerenti la nostra città. Noi della redazione né abbiamo preso atto e così, da oggi, introdurremo anche articoli che risaltano le bellezze della nostra amatissima Bologna, così amata da denunciare attraverso i nostri articoli ogni mal funzionamento o mal costume atto a deturpare le sue splendide qualità. In questo articolo ci occuperemo della basilica di San Petronio e più precisamente della sua stupenda meridiana.

Da più di 350 anni, la basilica di San Petronio a Bologna è custode di un perfetto strumento che misura il tempo attraverso il Sole: la meridiana ideata da Giovanni Domenico Cassini nel 1655 e portata a termine nel 1669. Tale meraviglia architettonico-scientifica è unica al Mondo per precisione e dimensione e grazie all’ingegno Cassiniano, ancora oggi, noi Bolognesi possiamo rimettere in punto perfettamente i nostri orologi. Ogni giorno, a mezzodì, e tempo permettendo, un raggio di Sole entra da un apposito foro situato tra la settima e ottava cappella della navata sinistra e colpisce esattamente la linea della meridiana, visualizzando una circonferenza luminosa grande come una mano. Quando il cerchio luminoso viene esattamente tagliato in due dall’asta di bronzo della meridiana, oltre al vero mezzogiorno solare di Bologna, si possono effettuare altri rilevamenti temporali: orario del tramonto del Sole, giorno, mese e segno zodiacale (anche se non capiamo perché Cassini, o il successivo restauratore Eustacchio Zanotti, non ha rispettato le date convenzionali dello zodiaco.)
Alcune precisazioni: Il mezzodì solare meridianico non corrisponde al nostro convenzionale e varia di giorno in giorno con un delta di circa 30 minuti nell’anno (11.58 Ottobre – 12.29 Febbraio,) oltre a variare rispetto ad altre città situate in località diverse nel Mondo. Per non perdersi lo spettacolo solare è quindi necessario sapere con esattezza l’ora meridianica (verificabile nella tabella sotto riportata) ed essere puntuali perché il disco luminoso si sposta ad una velocità che varia da 12 a 35 cm al minuto.
Leggende: si dice che chi vede il disco luminoso assumere la forma di un cuore quando viene proiettato sulle colonne, in certi periodi dell’anno, entro 12 mesi si sposa. Ecco le date del fenomeno visivo: seconda quindicina di Febbraio; 5 Marzo; 29 Maggio; 7, 9, 10, 12, 23, 31 Luglio; 3, 16 ,20 Agosto; 6, 10, 13, 15, 22 Ottobre; 1, 2, 3, 4, 5, 6 Novembre.
Effetto ottico: è molto suggestivo e divertente osservare il disco luminoso lasciare la linea meridiana e arrampicarsi sulle scalinate delle cappelle laterali.
Alcune rapide informazioni sulla Basilica di San Petronio ns patrono:
Dai progetti originali doveva essere a forma di croce e tutta ricoperta di marmi bianchi lavorati ma i lavori furono bloccati perché rischiava di diventare più grande della nostra stessa cattedrale e di san Pietro a Roma . L’incompiutezza dell’opera muraria si può verificare facilmente osservando l’esterno della basilica (marmi facciata incompleti e l’inizio incompiuto della croce in via Archiginnasio.)
Sul lato via archiginnasio vi è una lapide che segnala dov’è stata ubicata la testa del Santo patrono in quanto il corpo è ancora nella chiesa di Santo Stefano.
All’interno della basilica, oltre a numerosi affreschi, dipinti e due singolari orologi ad acqua, vi sono 3 delle 4 croci Petroniane che delimitavano i confini della vecchia Bologna. Terminiamo qui il nostro articolo che abbiamo voluto dedicare alla basilica del nostro amato patrono e all’ingegnosa meridiana di Cassini custode del tempo solare di Bologna.

Redazione del Veleno del Popolo (X)


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1 Tabella orari 2 Meridiana 3 Lapide indicante il capo San Petronio
La tabella oraria e alcune informazioni sono state tratte da: La Meridiana della Basilica di S. Petronio in Bologna di Armando e Adriano Chiarini che vi consigliamo vivamente di leggere.

sabato, novembre 18, 2006

GL’IMBRATTATORI NON RISPETTANO NEANCHE LE TOMBE ETRUSCHE

Questo raro esemplare di tomba etrusca (vedi foto), situata all’interno dei Giardini Margherita, ha resistito alle intemperie e a guerre cruente per più di duemila anni e oggi un comune ignorante le ha imbrattate. Si, ignorante, perché per aver compiuto un gesto così deplorevole bisogna ignorare l’arte e la storia. Probabilmente chi ha scritto la solita noiosissima e stupidissima frase: “CPT = lager” non sapeva su cosa stava scrivendo, almeno ce lo auguriamo. Tale imbrattaggio è vergognoso nei confronti della memoria di un Popolo altamente civilizzato come quello Etrusco, dissacra una tomba e deturpa un’importante reperto storico millenario: dentro al CPT bisognerebbe rinchiudere per qualche annetto l’imbrattatore, nella speranza che così gli passi la voglia di arrecare danni alla comunità con la sua stupida bomboletta spray! Su di una cosa siamo d’accordo: il CPT è solo una spesa inutile alla quale bisognerebbe trovare una soluzione più economica. I delinquenti extracomunitari e i clandestini, dopo averli fatti lavorare per lo Stato, al fine di pagarsi il biglietto di rimpatrio e tutte le relative spese, andrebbero subito rispediti a casa loro. Oggi l’Italia non si può più permettere dei costi quali quelli dei centri di permanenza temporanea ne tanto meno si può permettere di lasciare liberi sul territorio degli extra delinquenti, o dei potenziali tali, perché anche questo ha un alto costo economico e sociale. La risoluzione al problema dei centri di permanenza la si trova attraverso nuove idee e non con stupide scritte che danneggiano economicamente le famiglie facendo loro aumentare le tasse dal comune per il ripristino dei muri o incidendo sulla pulizia delle proprie proprietà imbrattate. L’ultima odiatissima Finanziaria prodiana ci fa capire che il Paese Italia è al collasso economico e quindi non possiamo più permetterci di vedere buttare i nostri soldi in accoglienza ai bisognosi di tutto il Mondo quando noi stessi non arriviamo più a fine mese con due stipendi. I CPT, come le carceri, oltre a risolvere efficacemente i problemi delinquenziali, devono diventare per lo Stato risorse economiche e non inutili pozzi senza fondo. Invece di andare ad imbrattare i muri o i reperti archeologici millenari, imbrattate i blog con delle soluzioni reali: è più probabile che si giunga così ad una reale risoluzione dei problemi piuttosto che esasperare cittadini arrecandogli dei danni economici.

NB. Dal momento che il Comune ha stanziato 2.5 milioni di euro a Hera per ripulire le scritte d’interesse pubblico (vedi ns. art precedente,) noi della redazione invitiamo il Comune a voler sollecitamente provvedere alla cancellazione di tale scempio sulla tomba etrusca dei Giardini Margherita. Grazie.

Voci raccolte dal Popolo, scritte e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)

lunedì, novembre 13, 2006

IL NUOVO DIESEL E’ MEFISTOFELICO

Il nuovo gasolio utilizzato dai numerosissimi mezzi diesel a Bologna sta soffocando i ciclisti e i pedoni e, sarà anche ecodiesel, o diesel del futuro, ma una cosa è certa: toglie il respiro e mette in serie difficoltà un ciclista che, a causa di una maggior attività fisica, avrebbe bisogno di respirare aria e non una mefistofelica miscela composta d’ammoniaca e nuovi additivi chimici. Nessuna ente, associazione o partito politico ambientalista denuncia la pericolosità dei nuovi gasoli che, da una parte fanno funzionare meglio i motori ma dall’altra parte rischiano di far svenire i ciclisti ai semafori e possono creare pericolose malattie in tutti i cittadini. La sfortuna di noi bolognesi è che nella nostra città circola un numero elevatissimo di mezzi diesel e così, la nostra aria è puzzolente e asfissiante. Beh, però abbiamo un vantaggio: rientriamo nei parametri d’immissione di zolfo sostituito dall’ammoniaca non monitorata e così nessuno si preoccupa più della salute pubblica. D'altronde a Bologna, in certe zone, ci siamo già abituati a bere il cloro al posto dell’acqua e chissà, tra un po’, se non ci viene un tumore, ci abitueremo a respirare ammoniaca; nel frattempo ringraziamo i nostri ambientalisti ciechi e sordi ai veri problemi ambientali.

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Redazione del Veleno del Popolo (X)

VIA DON MINZONI, UN’CANTIERE SENZA FINE?

Sono da 10 ai 12 anni che vediamo le impalcature attorno a questo bel palazzo di Via Don Minzioni a Bologna e la nostra curiosità si è accesa. Tre giunte passate ma l’impalcatura è ancora lì ed è inevitabile chiedersi con quale costo per i cittadini e per che cosa poi? Da bravi cittadini curiosi ci siamo fermati davanti al cartello dei lavori e finalmente abbiamo svelato l’arcano: il Comune ha dato l’appalto a Coop Costruzioni per ristrutturare l’ex Forno del Pane e realizzare all’interno una galleria di arte moderna. Fin qui nulla di strano, ma quello che non si riesce a capire è l’eccessiva durata dei lavori: 10 anni sono veramente troppi (la Casa Bianca americana l’hanno costruita in 7 anni) e immaginiamo anche molto costosi. Su questa infinita ristrutturazione non vogliamo indagare ulteriormente e speriamo di rivedere presto il palazzo senza questo eterno cantiere.

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Redazione del Veleno del Popolo (X)

sabato, novembre 11, 2006

CHIUSURA ANTICIPATA? UNA CLAMOROSA SCONFITTA DELLE ASSOCIAZIONI DEI COMMERCIANTI!

Siamo purtroppo arrivati alla fine della disputa tra commercianti del centro e Comune e le associazioni di categoria, invece di tutelare i propri esercenti iscritti, li hanno mandati direttamente al patibolo. I gestori dei locali sono allibiti nel sentire asserire da Bruno Filetti dell’ASCOM che con questa nuova regolamentazione commerciale nessuno vince e nessuno ci straperde: la realtà è che il Comune, grazie alla debolezza delle associazioni di categoria, ha stravinto e i commercianti hanno straperso! Per comprendere quanto affermato basta essere dotati ancora di un solo milligrammo di cervello: un gestore, se non vorrà chiudere a l’una, quindi cessare la propria attività, sarà costretto ad indossare la stella da sceriffo e l’uniforme da spazzino con un aumento dei costi di gestione di 150-200 euro a sera, mentre il Comune continuerà a non espletare le proprie funzioni di ordine pubblico e pulizia. Con questa ingiusta e inutile legge cofferatiana non si risolverà il problema del degrado e dell’inciviltà, e sarà un’ennesima pugnalata al piccolo commercio e alla ristorazione. Proviamo a comprendere meglio l’inutilità di questo provvedimento. Se scoppia una rissa fuori dal proprio locale per quale ragione deve intervenire il gestore, rischiando la propria vita al posto di chi è pagato per garantire l’ordine sociale cioè la Polizia? Se si forma una ressa tale da ostruire la circolazione stradale (come spesso accade) che colpa ne ha il gestore e cosa può fare contro l’inciviltà pubblica? Deve forse prendere un megafono e dire ai non suoi clienti di spostarsi dalla sede stradale? E se lo fa, quale sarà l’esito di tale invito, dal momento che oggi neanche la Polizia Municipale riesce a rimuovere i blocchi stradali tanto che, se chiamata per intervenire, ti risponde che non sa cosa fare? Per quanto riguarda la pulizia in un raggio di 20 metri dalla propria attività è una grossa assurdità! Quando un gestore ha pulito davanti al proprio negozio per quale ragione deve svolgere il lavoro che compete a HERA, la quale prende fior fior di soldi dei contribuenti per la pulizia delle strade? Con questa legge si è solo voluto addossare i compiti di competenza comunale e statale addosso ai commercianti, senza voler risolvere realmente i problemi di determinate aree cittadine, denotando una profonda debolezza delle Istituzioni. Siamo certi che il degrado urbano non cambierà perché l’inciviltà della gente (colonne e muri scambiati per WC, bottiglie e cartacce gettate fuori dagli appositi raccoglitori, schiamazzi notturni, blocchi della circolazione stradale, imbrattagli delle pareti etc) può essere contrastata solo attraverso la repressione e la rieducazione mediante l’intervento delle Forze dell’Ordine. Per quanto riguarda la delinquenza deve essere sempre compito delle Istituzioni, ma fino a quando si farà stazionare una camionetta con quattro poliziotti in Piazza Verdi tanto per dire, ci siamo, mentre nelle immediate vicinanze si spaccia droga, si stupra, s’importunano o aggrediscono a sprangate i cittadini beh, non usciremo mai dall’attuale situazione. Vorremmo fare notare al rappresentante del quartiere San Vitale Carmelo Adagio di farsi un giretto di notte in via Belle Arti e stradine attigue prima di asserire che il degrado non è così poi grande. Profondamente rammaricati per l’accanimento del Comune nei confronti dei commercianti e, non capendo più le dissennate politiche di questa Amministrazione che prima concede finanziamenti per l’apertura di attività commerciali in zone degradate e poi penalizza gli stessi commercianti con oneri non competenti sotto la minaccia di chiusure anticipate, non possiamo che continuare a chiedere soluzioni reali al degrado.

Voci raccolte dal Popolo e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)

venerdì, novembre 03, 2006

ECCO COSA RISOLVONO I BAGNI A GETTONE

E già, caro assessore Anna Patullo, ci dispiace contraddirla ma il problema come da foto, non lo si risolve con i bagni pubblici a gettone! Provi a mettersi nei panni di un barbone, il quale, davanti ai suoi lussuosi WC a pagamento, ha due scelte per espletare le sue funzioni fisiologiche: spendere 25-50 centesimi(una vera rapina a mano armata,) oppure usare la colonna o un anfratto vicino, tenendosi i cents per una bevuta. Cara assessore Anna ha mai provato a vivere anche un solo giorno a contatto con le realtà da strada? Vogliamo farle una seconda ipotesi: vecchiettino con problemi di prostata, arriva davanti al WC a gettone e, o non riesce a capire come aprire tale ordigno infernale, oppure non ha le fatidiche monetine; che cosa farà secondo lei? Certo in una città turistica (non Bologna, dove da due anni a questa parte é crollato drasticamente il turismo) il bagno a gettone può essere una soluzione, anche se pensiamo che i ricchi turisti preferiscano quello di un bar, ma a Bologna, oggi, abbiamo bisogno di rieducare le persone ad utilizzare i WC e fare pagare loro dai 25 ai 50 cents per 2 goccette d'acqua é il mezzo meno efficace. I bagni pubblici, in una società civile, devono essere gratuiti, igienici e sicuri: già ai tempi dei romani lo avevano capito, chissà... forse tra due o tre giunte lo capiremo anche noi, dal momento che anche Guazzaloca fece lo stesso errore in Piazza Trento Trieste. (Vedi foto sotto.)



Voci del Popolo raccolte e scritte da:
La redazione del Veleno del Popolo (X)

Commento di un nostro lettore che ha voluto gentilmente implementare il ns articolo:

In parte sono d'accordo, in parte no. All'estero (al nord) i bagni pubblici sono spesso a pagamento. Puliti, igienici e sicuri. E gran parte delle pisciate sotto i portici non sono fatte da punkabbestia o barboni ma da ragazzi che hanno bevuto qualche birra fuori da un locale.
PAT

venerdì, ottobre 27, 2006

PISTE CICLABILI O TRAPPOLE DIABOLICHE?

A Bologna viene da chiedersi se l’assessore alla mobilità, o qualche verde, ha mai provato a prendere in prestito una bici comunale o se ha mai messo ruota su di una pista ciclabile. Beh, chi di noi ciclisti ha provato a cimentarsi in sella ad una bicicletta del comune ha deciso di rinunciare, data la pessima qualità meccanica di questo eco veicolo sociale. L’idea delle rastrelliere disseminate qua e la per la città e del mezzo in prestito non è male, ma ci chiediamo se l’assessore o qualche verde della Giunta, prima di sborsare i soldi per l’acquisto di tali costosissimi catenacci, li abbiano almeno provati! Dubitiamo! Tali scassoni a due ruote sono pesantissimi e dotati di scarsi rapporti: pedali, pedali e sei sempre fermo. A noi ciclisti, continuando ad odiare sempre di più i Verdi, per le passate e presenti scelte ecoambientali sbagliate, non possiamo che lasciare nelle rastrelliere i ciclo comunali, continuando ad usare i nostri rottami più funzionali, imbattendoci qua e là nelle fatidiche PISTE CICLABILI. Tali piste sono il vanto dei movimenti ecologisti bolognesi e viste come una valida soluzione all’eco ciclo mobilità, ma, in verità, sono pericolose trappole. Alcune piste finiscono in aperta campagna, altre s’interrompono e ci vuole un segugio per trovarne il proseguimento, altre hanno ostacoli pericolosi sulla corsia (cartelloni pali etc,) altre sono troppo strette con curve cieche dove si rischia la collisione anche in rettilineo, altre non sono affiancate da una pista pedonale e così si è costretti ad andare a passo di zanetta e ci si prende anche qualche insulto, altre non hanno una lineare continuità centro periferia, alcune di notte sono poco illuminate e, infine, nell’intersecazione con le strade sono male segnalate agli automobilisti, col pericolo di farsi male seriamente. Beh, dal momento che noi veri ecologisti, sportivi e meno abbienti non rinunciamo ad una piacevole sbiciclettata, speriamo in un rattoppo, qua e la, tanto da rendere funzionali tali piste che hanno anche dei bei tratti in mezzo al verde.

Voci raccolte dal Popolo e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)

lunedì, ottobre 23, 2006

LEGGE SUL FUMO IGNORATA IN CIRCOLI E CENTRI SOCIALI

Entrando in molti circoli e centri sociali di Bologna ci si stupisce di come tutti possano tranquillamente fumare sigarette o spinelli, al chiuso, nonostante i tanti cartelli di divieto affissi dalla direzione. La legge sul fumo è entrata in vigore ormai dal lontano Gennaio 2005 ma in certi locali di aggregazione giovanile, il più delle volte finanziati con soldi comunali, sembrano non essersene accorti: in alcune serate, si è costretti ad uscire all'aperto per riprendersi un po’ dagli eccessivi fumi di tabacco, Cannabis (droga leggera) o entrambi. Ciò che accade sotto gli occhi di tutti, se consideriamo che in questi luoghi si tengono manifestazioni in grado di attirare migliaia di persone, tra le quali i nostri figli, è estremamente grave e non ci si spiega perché solo gli esercizi privati (pub, discoteche, etc) siano tenuti a rispettare la legge sul fumo e la droga. Oggi la nostra Amministrazione comunale vuole eliminare dal centro storico il fenomeno del road standing, facendo chiudere prima i locali privati solo perché i loro clienti fumatori, godendosi la sigaretta all’esterno dell'esercizio, sono diventati un rumoroso polo di aggregazione stradale mentre, sempre la nostra Amministrazione, non impone il rispetto delle regole in altri locali sopra citati. Questa imparzialità è un grave atto di discriminazione nei confronti dei gestori privati ai quali non viene usata nessuna tolleranza, nonostante versino molti più soldi in tasse dei circoli. Non si comprende perché a Bologna la legge non sia uguale per tutti e si creino agevolazioni per alcuni e ostacoli per altri. Nella speranza che la legge diventi uguale per tutti, ci auguriamo che si possa porre presto rimedio al fastidioso problema del fumo nei ritrovi sociali, dotandoli, almeno, di efficaci impianti di aspirazione e depurazione.

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Redazione del Veleno del Popolo (X)

sabato, ottobre 21, 2006

VOGLIAMO LA METROPOLITANA !!!

Sono almeno 15 anni che i bolognesi sentono parlare di velocizzare e rendere più efficaci gli spostamenti urbani ricorrendo a mezzi pubblici come la metropolitana, continuando però ad impiegare ore per attraversare una così piccola città, le cui arterie stradali sono congestionate dall’intenso traffico tipico di un’urbe produttiva e commerciale. I cittadini hanno dapprima subito una lunga agonia derivata da costosissimi e opinabili rilevamenti geologici durati 10 anni, il tutto solo per appurare la fattibilità, o meno, di un tale moderno mezzo di trasporto senza mai volutamente trovare una risposta certa da parte della Giunta Vitali. Poi, con l’insediamento della nuova giunta di destra Guazzaloca, viene scoperto il progetto completo e funzionante della metropolitana, lasciato in un cassetto dal precedente assessore, e qui, dopo alcune veloci verifiche, e lievi modifiche, scaturisce l’audace e giusta decisione di iniziare i lavori da parte della nuova Giunta, la quale riesce a farsi stanziare i primi soldi dal Governo Berlusconi; infine s’insedia nuovamente la giunta di sinistra, l’attuale Giunta Cofferati e qui si bloccano tutti i lavori. Si mette in discussione il progetto Guazzaloca (solo perché lo aveva fatto la destra,) bloccando i finanziamenti già stanziati e si ributta giù un sommario progetto di METRO-TRANVIA che prevede l’utilizzo d’ingombranti e pericolosi binari in superficie, devastando, con tali mostruosità meccaniche, una importate arteria di circolazione quale via Emilia ponente per tutto il tratto da porta Saffi all’Ipercoop, senza collegare però l’importantissimo aereoporto internazionale Marconi con la stazione e il centro storico. A oggi sembra che siano stati erogati i primi soldi per iniziare i lavori che comprenderanno un piccolo tratto che va dalla stazione alla fiera. Affermiamo comprenderanno, perché la metropolitana a Bologna sembra un miraggio, e noi cittadini iniziamo a chiederci quale sia la reale ragione che spinge a non scavare sotto la nostra città: quali opere d’arte o giacimenti preziosi, da tenere nascoste alla plebe, sono celate nel nostro sottosuolo? Perché non possiamo avere anche noi, come tutte le più moderne e funzionali città, un’efficace metropolitana? Continuiamo ad aspettare, nella speranza inizino i lavori e apportino opportune modifiche al ridicolo progetto che prevede un treno in superficie nel quartiere Saffi. Continuiamo, continuiamo e ancora continuiamo ad aspettare, chissà…

Voci raccolte dal Popolo e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)

giovedì, ottobre 19, 2006

PANSA... UN DITTATORIALE ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA!

L’interruzione obbligata della presentazione dell’ultimo libro di Giampaolo Pansa, da parte di giovani della Sinistra, è da reputarsi un dittatoriale attentato contro ogni cittadino che in uno stato democratico, e libero, decide di esprimere e divulgare le proprie opinioni. Questi sinistrosi personaggi, armati d’imperanti bandieroni rossi, arrogandosi il diritto d’interrompere una conferenza a loro sgradita, hanno sfoggiato il tipico comportamento censurante dei regimi rossi. Questo grave tentativo di epurazione subito dal giornalista Pansa ha suscitato nel mondo politico di sinistra solo qualche debole recriminazione e presa di distanza dal bolscevico commando, senza mettere in opportuna luce la gravità stessa dell’atto. Cosa accadrebbe, ci chiediamo in molti, se durante la ricorrenza di Marzabotto si presentasse un drappello di destra bloccando in modo antidemocratico la manifestazione e urlando: “VOGLIAMO LA VERITA’?” Beh, tale atto sarebbe gonfiato in modo abnorme da tutta la stampa di sinistra fino a farlo apparire come un colpo di stato o un’intimidazione terroristica. Ci rendiamo conto che il libro “La grande bugia” di Giampaolo Pansa, mostrando una dissonante immagine dei partigiani, sempre dipinti come eroi su tutti libri di storia, infastidisce talune persone che hanno i paraocchi, ma in una democrazia ognuno deve essere libero di esprimersi e se ciò non accade è grave. Nel trascrivere il velenoso risentimento raccolto tra il Popolo, noi della redazione vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Gianpaolo Pansa sperando che tale increscioso incidente rosso possa ribaltarsi a suo favore pubblicizzando maggiormente il suo libro.

Voci del Popolo raccolte e scritte da:
La redazione Veleno del Popolo (X)

martedì, ottobre 17, 2006

BASTA CON LE SCRITTE SUI MURI !!!

A Bologna le scritte sui muri sono talmente tante, e ovunque, che non vi facciamo neanche più caso. Notte dopo notte, in modo furtivo e silenzioso, invisibili delinquenti si sono appropriati dei muri e portoni dei nostri condomini, delle serrande dei nostri negozi, e hanno deciso bene di sporcarceli con scritte senza senso, e disegni che anche un ragazzino dell’asilo potrebbe realizzare. Tali ignobili personaggi, non contenti poi delle proprietà private, hanno preso d’assalto quelle pubbliche: ponti, con una particolare predilezione per quello di via Libia (3 volte ripulito in 2 anni,) cabine dell’autobus e autobus stessi, treni, scuole (lo scempio del Liceo Copernico di via Garavaglia è stato ripreso in un servizio e mandato in tv,) bidoni della spazzatura, cartelli stradali etc. Se si richiedesse un preventivo totale per ripulire Bologna a quanto ammonterebbe la cifra? Le scritte sui muri deturpano la città e costituiscono un vero danno economico. C’è ancora qualche ben pensante che definisce gl’imbrattatori artisti che non hanno modo di esprimere la propria arte; beh, vorremmo esprimerci anche noi sporcando con i nostri ghirigori senza senso le pareti di casa sua, dentro e fuori, visto che apprezza quest’ignobile arte! I gusti delle persone sono differenti gli uni dagli altri e, il dover subire, su di un proprio muro, un disegno, per bello che sia, è un atto d’intollerabile violenza, alla quale l’Amministrazione Cofferati non riesce a trovare una soluzione. Un anno fa fu denunciato al Sindaco Cofferati, al Prefetto e al Questore tale insostenibile fenomeno attraverso un cd rom, contenente 1800 foto di degrado visivo, senza ottenere neanche una misera risposta. Da un anno a questa parte, i muri imbrattati sono aumentati grazie anche allo street rave parade, una manifestazionea a favore dell’uso della droga che si tiene ogni anno nella nostra città arrecandole ingenti danni economici (vedi manifesto su muro che la reclamizza foto 4.) E’ mai possibile, ci chiediamo, che non sia possibile trovare, arrestare e punire i colpevoli di un tale milionario danno che denigra anche l’immagine di Bologna innanzi ai sempre meno turisti che la frequentano? Possibile che Portoni e facciate di una splendida e antica Università devono continuare ad essere imbrattati da 4 figli di papà che giocano a fare i trasgressivi con le loro bombolettine spray? Possibile che i cittadini debbano sborsare soldi per ripristinare le facciate delle loro case o le carrozzerie delle loro auto? Caro sindaco Cofferati non ci siamo dimenticati del problema e, a distanza di un anno, le rinnoviamo l’appello.

Alcune delle 1800 foto inviate al Sindaco, Questore e Prefetto





Sopra nell'ordine, foto numero: 1Ponte di via Libia, 2 muro del comitato elettorale di Cofferati del quartiere San Vitale, 3-4 Via Del Pratello, 5 centro sociale occupato via Avesella, 6 furgone imbrattato, 7 un convento di suore in via Della Torretta (é già la terza volta che imbiancano: notate riga diversa su muro.) 8 uno dei tantissimi portoni muri e serrande imbrattati
9-10 i muri di una tra le più buone e storiche gelaterie di Bologna situata in via Delle Moline (notate il peggioramento dal 2005 foto 9 al 2006 foto 10)
Sotto portone di una facoltà dell'Università di Bologna

Voci del Popolo raccolte e scritte da:
La redazione Veleno del Popolo (X)

sabato, ottobre 14, 2006

DEGRADO ZONA UNIVERSITARIA

Da un po' di tempo si fa un gran parlare del degrado di Bologna e, in particolar modo, del degrado notturno della sua zona universitaria. Noi cittadini assistiamo quotidianamente a scontri tra Amministrazione Comunale, associazioni di categorie e comitati dei residenti quando, in verità, le considerazioni su tale problema non sono poi così tante. Le lamentele dei residenti riguardano: il rumore notturno, la sporcizia dovuta a rifiuti alimentari, l'imbrattaggio di muri con foglietti o scritte a bomboletta spray, il mal nauseante odore da urina e defecazioni animali e umane, barboni che dormono sotto i portici, furti, spaccio di droga e relative persone drogate o ubriache che molestano i passanti. L'amministrazione Comunale, come unica risoluzione possibile al degrado, ha pensato solo a far chiudere prima gli esercizi commerciali, reputandoli, senza voler prendere realmente in considerazione il problema, gli unici istigatori di tutti i mali della zona. Tale chiusura anticipata riguarda anche i gestori della somministrazione (pub, ristoranti etc.) i quali se non sono in grado, a loro spese, di mantenere la pulizia e l'ordine pubblico all'esterno della loro attività sono costretti ad abbassare le serrande a l'una (orario di maggior afflusso.) Tale provvedimento comunale sgomenta profondamente poiché si é voluto spostare il problema del degrado da chi dovrebbe realmente contrastarlo, il Comune, agli esercenti, i quali non dovrebbero avere nessuna responsabilità su cosa fa la gente una volta uscita dal proprio locale. Per quanto riguarda poi l'ordine e la pulizia all'esterno dei propri esercizi, i commercianti pagano già fior fiore di soldi attraverso quelle che si chiamano TASSE e TASSE COMUNALI! Risulta quindi assurdo che, oltre a svolgere il proprio lavoro, gli esercenti si vedano costretti a fare gli sceriffi per conto di una Amministrazione Comunale incapace di garantire l'ordine in una così piccola città come Bologna. Rimane dunque da trovare una reale soluzione al problema degrado che coinvolge anche aree urbane in cui non sono presenti esercizi pubblici notturni (vedi Porta Galliera-Stazione) e, per farlo, é solo necessario scoprirne le cause e dare una valida alternativa ad un comportamento che lede la civile convivenza, attraverso mezzi e strumenti attualmente mancanti. Proviamo dunque ad analizzare il fenomeno degrado e a dare alcune risoluzioni:

Analisi del fenomeno:
L'Amministrazione Comunale di sinistra, che si é sempre mostrata così attenta ai bisogni sociali dei bisognosi (extracomunitari clandestini, drogati, gay, disadattati etc,) non si é accorta che la maggioranza del degrado visivo-sonoro-olfattivo, che non comprende quello delinquenziale, é dovuto da persone con basse disponibilità economiche che hanno trovato il loro habitat notturno favorevole nella Zona Universitaria: parlare in strada non costa nulla e se si hanno due soldini in tasca si acquista da bere in un negozio che costa un terzo rispetto ad un pub. Tempi addietro a Bologna esistevano circoli e centri sociali, finanziati in parte o totalmente con soldi comunali, che offrivano spazi di aggregazione ricreativa ad ingresso gratuito, dove si poteva bere spendendo poco, ed erano frequentati dalle molte persone che oggi si riversano in strada assieme ad una parte della popolazione che si é impoverita e che non frequenta più le costose discoteche (tendenza degli anni 90.) In verità, tali circoli no profit, e centri di aggregazione sociale, esistono e sono ancora oggi finanziati ma, molti di loro, fanno pagare salati biglietti d'ingresso oltre a volere i soldi per tessere che, pur essendo della stessa associazione, non vanno mai bene per accedere ad un altro circolo, o si deve sottoscrivere una tessera aggiuntiva e poi, le bevande costano come al pub o anche di più. Nei prossimi anni a venire, grazie anche alla Finanziaria 2007, aumenterà sempre di più il fenomeno da noi definito "streettismo" o "road standing"e l'Amministrazione comunale ne dovrà tener conto ripristinando i centri gratuiti di aggregazione, se non vorrà veder aumentare sempre di più le persone in strada con il relativo disturbo ai residenti e l'aumento delle spese comunali per la pulizia.
Nelle foto sopra, esempi di streettismo o road standing, rifiuti alimentari e senza tetto .

Possibili risoluzioni ai singoli problemi d'inciviltà:

Il rumore notturno causato da schiamazzi, rottura di bottiglie, musica ad alto volume, sgommate etc, etc può solo essere contrastato attraverso la repressione con multe o arresti da parte delle Forze dell'ordine: il civismo va insegnato anche attraverso deterrenti pur di contrastare comportamenti che ledono la civica e pacifica convivenza.
La sporcizia dovuta a rifiuti di generi alimentari beh... se non si vuole imparare civilmente a buttare i rifiuti negli appositi contenitori bisogna ricorrere a multe ed é necessario tornare a distinguere la somministrazione dalla normale vendita. Chi é nel commercio sa che per poter gestire un esercizio di somministrazione é necessario un diploma mentre per la vendita no. La somministrazione dovrebbe essere l'unica a poter erogare bevande calde o fredde mentre i negozi dovrebbero vendere solo bevande da scaffale, se proprio non li si vuole far chiudere prima, com'era una volta. La causa dello sporco non sono i prodotti dei somministratori ma dei negozianti: avete mai visti piatti, forchette, tovaglioli di stoffa o boccali in strada?
Urina e defecazioni umane e canine possono essere solo contrastate attraverso l'installazione di toilette esterne, aree canine e multe nel caso non si rispetti l'utilizzo delle aree fisiologiche-espletative.
I barboni che dormono e bivaccano sotto i portici sono un fenomeno crescente ed é scandalosa l'indifferenza di una Amministrazione Comunale che ha speso dei milioni di euro per sistemare i romeni (molti zingari, che avevano occupato abusivamente gli stabili delle ferrovie in via Casarini) e si dimentica invece dei propri poveri. E' mai possibile che non si riesca a trovare un posto in ogni quartiere dove far dormire queste poche sparute unità di nostre persone bisognose?
Furti, spaccio di droga, rapine, molestie, etc, possono solo essere contrastate dalla Polizia, anche se ultimamente sta aumentando, pericolosamente, la voglia di farsi giustizia da soli a causa dell'inefficenza delle forze repressive e ai vari indulti e sconti di pena che rimettono in libertà i delinquenti dopo pochissimo tempo dalla cattura.
Imbrattaggi da foglietti basta creare delle bacheche, anche elettroniche (creazione di postazioni multimediali composte da grande schermo lcd, tastiera e pc dove poter immettere i propri annunci visibili in tutte le postazioni e da casa tramite internet) e multe ai trasgressori.
Imbrattaggio dei muri da scritte a bomboletta si può contrastare solo attraverso la repressione arresti e multe: tutta Bologna ormai é reputata, da una minoranza, un grande foglio su cui poter scrivere senza tenere conto degli ingenti danni economici che si provocano ai proprietari degli immobili. Certe scritte sono poi purtroppo solo esibizionismo immotivato di qualche figlio di papà che deve fare il trasgressivo, mentre solo poche sono espressioni artistiche che cercano uno sfogo al quale bisogna provvedere con appositi pannelli semovibili, mostre e concorsi annuali.


Conclusioni
Capito il fenomeno da cui nasce lo streettismo o road standing risulta poi, dall'elenco delle risoluzioni possibili, che in stragrande maggioranza il problema del degrado é dovuto a comportamenti incivili che non vengono corretti, attraverso normali richiami e sanzioni, dall'Amministrazione Comunale quindi che colpa hanno i negozianti? L'unica colpa degli esercenti é quella di pagare le tasse a chi non é in grado di offrire loro ordine e pulizia e se non fosse per i tanti ritrovi aperti la notte questa città sarebbe solo un ricettacolo di delinquenti.

Voci raccolte dal Popolo e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)

venerdì, ottobre 13, 2006

REDAZIONE

10-10-2006 nasce il Veleno del Popolo, un blog a carattere Plurivisionista, incentrato sul dare voce al veleno che serpeggia fra il popolo bolognese senza filtri. Il pensiero Plurivisionista non é ne di destra, ne di sinistra, ne di centro, ma é una libera corrente di pensiero a 360 gradi che integra in se tutti i pensieri frammentari delle correnti politiche e appartiene quindi a tutti gli Uomini Liberi.
I nostri articoli nascono dal malcontento che raccogliamo tra la comune gente il quale viene commentato e meglio approfondito dalla nostra redazione. Ci scusiamo per eventuali errori grammaticali o di stesura, ma il nostro staff é composto da persone comuni e non professioniste.
Grazie per averci visitato e buona lettura.

La Redazione del Veleno del Popolo (X)