venerdì, marzo 02, 2007

LUCIA SABBIONI A MEDICINA

Ieri 1 Marzo, alle ore 21 00, si è tenuta a Medicina (Bo) la presentazione del libro: “Marzabotto, diario del perdono e della rabbia” di Lucia Sabbioni, edito da Lupo Edizioni. Presenti in sala la scrittrice, Don Dario Zanini (che ha curato la prefazione) e l’editore Mazzanti. Dopo una breve introduzione di Don Zanini, la serata si è incentrata sui commoventi racconti dell’autrice, ormai ottantenne, che con i suoi ricordi ha calamitato i numerosi presenti per più di un’ora. Quando la signora Lucia Sabbioni è entrata nel vivo della sua testimonianza, i ricordi hanno annullato il tempo, proiettandola nuovamente a quei dolorosissimi istanti della strage di 60 anni fà e, con gli occhi pieni di commozione, si è dovuta soffermare più volte, suscitando un empatica stretta al cuore a tutti noi presenti. Sconvolgenti i particolari dell’efferata e barbarica mattanza compiuta dai Tedeschi e i dettagli di come Lucia riuscì a scampare all’eccidio, in cui però perse tristemente 8 famigliari. Altrettanto interessante è stata la dissonante raffigurazione dei partigiani rossi, un’immagine non oscurata dalle sessantennali menzogne di comodo, ma di chi, come nel caso dell’autrice, vi ha vissuto realmente a stretto contatto e ha deciso di raccontare, senza filtri, le scomode verità. Scandalosi gl’insulti che ha ricevuto dai partigiani, e altri famigliari dell’eccidio, per aver concesso il perdono, come da suo diritto di buona Cristiana, dopo 40 anni, a chi le aveva ucciso ben 8 amati componenti della sua famiglia: l’SS Walter Reder. Da quel giorno la signora Sabbioni è diventata la pecora nera dei sopravvissuti ed è stata vittima (come se non fosse già bastato quello che aveva passato nella sua vita) d’un infantile isolamento e di smisurate cattiverie, quali la rimozione della foto dalla lapide funeraria di sua madre all’interno del Sacrario di Marzabotto. La signora Lucia ha poi concluso la serata, denunciando che a Monte Sole si sono preoccupati di fare un monumento ai partigiani della Stella Rossa esaltandoli come eroi, mentre i veri eroi sono state le vittime dell’eccidio provocato invece proprio dai partigiani stessi.
Acquistata una copia di un libro, lo abbiamo letto, e ne siamo rimasti positivamente impressionati dalla semplice stesura e da una vera e propria biografia che, oltre a descriverci i tristi e scabrosi ricordi della Guerra, ci mostra com’era la vita di tutti i giorni di allora, imprimendo sulla cellulosa usi e costumi, ormai dimenticati, ma sempre belli da riscoprire. Che dire… un libro assolutamente da leggere per non dimenticare il passato e non commettere gli stessi barbarici errori! Una biografia che con i suoi contenuti di Umano perdono, cerca di spezzare quella catena di odio rosso-nero che pervade da troppi anni il nostro Paese. Beh, se volete saperne di più non vi resta che leggerlo.

La Redazione del Veleno del Popolo (X)

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